Montevecchia

Il ricordo di mio padre, anche a tanti anni dalla sua scomparsa, è ancora ben vivo in me.
Una delle cose che più ricordo di lui, è la sua inesauribile voglia di portare in giro il suo unico figlio, nella speranza di fargli vivere un’infanzia migliore della sua, inesorabilmente segnata da una guerra mondiale e dalla prematura perdita del proprio genitore. Mio padre amava molto le prealpi a nord di Milano e non perdeva occasione per portarmi nel Triangolo Lariano o sulle Grigne, a percorrere sentieri che lui conosceva come le sue proverbiali tasche, però talvolta lui mi portava proprio qui a Montevecchia, nella sua amata Brianza, sulla prima altura che si incontra venendo dalla pianura e dalla “megalopoli” milanese.
Ed in quelle occasioni, quando ammiravamo il panorama, lui era solito guardarsi intorno e rimpiangere la Brianza della sua infanzia, ormai ridotta, a sentir lui, ad una lunga sequela di capannoni che deturpavano irrimediabilmente il paesaggio, ed io bambino cercavo di immaginarmi, fantasticando, una sorta di Brianza Felix che purtroppo non avrei mai potuto conoscere.
Su questa collina è da anni che continuo ad inerpicarmi, ho provato a farlo anche in bicicletta, ma oggi penso che, grazie soprattutto all’istituzione del Parco Regionale di Montevecchia e della Val Curone, ho finalmente incontrato la sua Brianza Felix, dato che il territorio intorno alla collina ha riacquistato una indubbia valenza naturalistica e paesaggistica, ed è ritornata anche una bella agricoltura che si potrebbe quasi definire d’antan. Ed io continuo a tornare qui sulla collina, conscio di trovarmi in un luogo prezioso e di grande fascino, così vicino alla grande metropoli. Oggi provo a condurre anche voi nel borgo sulla collina, per mezzo di alcune mie foto.

Il Santuario della Beata Vergine del Carmelo, che domina la collina, visto dal borgo
Si sale verso il Santuario
Il portale del Santuario alla fine della lunga scalinata che qui conduce
Le stradine del borgo
Villa Vittadini
Scorci del borgo
Montevecchia bucolica: vigne, erbe aromatiche e fiori
Montevecchia bucolica
L’alta collina con il borgo e i suoi vigneti, probabilmente i più vicini alla città meneghina
Uno sguardo verso nord sulla Val Curone. Nella prima linea di alture, si scorgono tre cime che alcuni pensano siano in realtà delle piramidi, proprio come quelle di Giza
E dalla collina si ammira il Resegone, la montagna dei Promessi Sposi, tanto cara ad Alessandro Manzoni e a tutti noi che abbiamo la possibilità di osservarlo dalle finestre e dalla pianura

Proprio qui, nella valle del Curone, ci sarebbero tre piramidi come quelle di Giza, orientate addirittura nella medesima direzione, a voler riprodurre le tre stelle centrali della costellazione di Orione? A dire il vero, secondo il mio punto di vista (letteralmente), anche l’alta collina, dove è posizionato il borgo alto, sembrerebbe una quarta piramide, ma non sono né un archeologo né un astronomo. Quindi se voleste approfondire l’argomento dei misteri di Montevecchia, vi lascio un link.
Cercando di documentarmi per scrivere questo breve testo, ho trovato proprio su Wikipedia, questa citazione del grande Mario Soldati, intellettuale, scrittore, gastronomo e tanto altro ancora:
”Quella delle terrazze di Montevecchia è tra le più belle posizioni della Brianza: uno spalto altissimo, un balcone che si erge, fuori dalle nebbie, e si affaccia dritto a sud; nelle giornate di vento si vede dalla Cisa al Monte Rosa. […] Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume, le nebbie, che salgono dalle pianure e dai laghi la sfiorano fruttuosamente: è chiaro, oramai, che il vino più delicato e squisito deriva sempre da uve mature al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vite.”

Come arrivare

Arrivare a Montevecchia con i mezzi pubblici non è agevolissimo. Esiste una linea di LineeLecco, la D70, che fa solo due corse giornaliere feriali fino al borgo alto, altrimenti si può prendere la linea C47 di Asf Como che dalla stazione di Cernusco-Merate, conduce fino alle Quattro Strade di Montevecchia, e da lì proseguire camminando lungo la strada carrozzabile, oppure (meglio ancora) arrivare al borgo alto in perfetto stile Slow, utilizzando la rete di sentieri che si inerpicano sulla collina. Se volete, potete arrivare a Montevecchia anche con un differente approccio Slow, caricando la vostra bicicletta sui treni di Trenord tra Milano e Lecco, controllando sempre che il treno offra la possibilità di caricare bici al seguito, scendendo sempre alla stazione di Cernusco-Merate, e di lì si pedala fino alla cima della collina: auguri. Vi lascio il link del sito Muoversi in Lombardia e dell’app Moovit, dove potete anche voi calcolare il vostro percorso.
Per raggiungere Montevecchia in automobile, esistono varie opzioni. Potete prendere la Tangenziale Est da Milano fino ad Usmate, proseguire fino a Cernusco Lombardone sulla statale e poi seguire le indicazioni per Montevecchia. Oppure, sempre da Milano, seguite la superstrada Nuova Valassina fino a Carate Brianza e poi proseguite fino a Monticello Brianza, e da lì seguite le indicazioni per Montevecchia. Se tentate di raggiungere questa ridente località di domenica, ma anche di sabato, in auto: vi faccio i miei migliori auguri.

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